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In questo articolo vedremo una case history sul restauro conservativo della Cattedrale Ortodossa di Nizza nella quale spiegheremo il ruolo che ha avuto l’azienda trevigiana Morandi Borot che si è occupata della fornitura di un prodotto molto particolare il “badigeon”.

IL PROGETTO DI RESTAURO CONSERVATIVO

La Cattedrale Ortodossa di San Nicola a Nizza rappresenta la più grande chiesa ortodossa europea al di fuori dei confini della Russia: considerata uno dei “gioielli” dell’arte russa, la Cattedrale è uno scrigno di bellezze incomparabili, ulteriormente valorizzate dal progetto di restauro conservativo portato a termine agli inizi del 2016, dopo circa due anni di cantiere.

Nell’affrontare gli interventi di restauro della Cattedrale, grazie alla ricchezza e alla molteplicità dei materiali e delle tecniche presenti, è stato creato un percorso progettuale e operativo impegnativo che ha visto l’apporto interdisciplinare di architetti, storici, restauratori, geologi e chimici italiani e francesi.

Questo importante progetto di restauro conservativo è stato studiato applicando metodologie e materiali italiani contestualizzati al costruito esistente, mantenendo la tradizione italiana della conservazione e del restauro attraverso la ricerca delle caratteristiche di qualità che ha permesso di creare percorsi mirati.

Morandi Bortot, azienda presente sul mercato da oltre un secolo, è una delle realtà tra le più influenti nel mondo della calce naturale: nel progetto di restauro conservativo della Cattedrale di San Nicola di Nizza, l’azienda trevigiana si è occupata della fornitura del materiale per alcuni degli interventi di restauro.

DIFFICOLTÀ E SOLUZIONI DEL RESTAURO CONSERVATIVO

Tra le maggiori difficoltà riscontrate durante il progetto di restauro della cattedrale, possiamo evidenziare le seguenti:

  • Innanzitutto, dover soddisfare una proprietà russa che preferisce una superficie liscia e lucida rispetto a quell’aspetto finemente mosso e vibrato tipico della pittura di calce. La peculiarità della pittura a calce è proprio questa: si riescono a leggere le pennellate. Anche con diverse mani di pittura, si può vedere l’effetto di ciò che è stata l’operatività dell’addetto ai lavori, dalle pennellate profonde con colore più intenso fino a quelle più scariche.
  • Problematica molto estesa dell’umidità presente nei muri: la cattedrale, sebbene molto alta, ha una dimensione relativamente piccola. Il problema dell’umidità, oltre ad interessare i muri, ha influenzato anche l’avanzamento dei lavori, rendendo difficile la fase di asciugatura.
  • Notevole sporcizia dei muri, causata dalle candele della cattedrale.

L’altezza della cattedrale ha reso necessaria la creazione di impalcature importanti, sia per l’esterno che per l’interno.

PRODOTTI E APPLICAZIONI

Morandi Bortot si è occupata di fornire il badigeon, termine francese che indica la pittura in calce. È stato utilizzato un prodotto con due colori, uno per l’esterno e uno per gli interni.

Per l’esterno, è stato utilizzato un badigeon in una versione bianco-panna, con un tocco di giallo molto delicato. Per gli interni, invece, è stato utilizzato un verde.

Mentre per la scelta del colore bianco la procedura è stata abbastanza semplice, con il colore verde il processo è stato lungo e complesso: la difficoltà maggiore è stata raggiungere il verde desiderato, partendo da alcuni campioni forniti, attraverso una lunga serie di campionature. Una problematica riscontrata è stata anche la questione della prospettiva: un colore guardato da “altezza uomo” è diverso dallo stesso colore visto a 20 metri di altezza.

Con la scelta del colore verde, dunque, Morandi Bortot ha effettuato un lungo processo di customizzazione: il colore desiderato è stato fornito in sintetico dal colorificio ed è poi stato replicato dopo una lunga successione di campionature. Tuttavia, non è mai possibile replicare in modo fedele un campione, per una questione di differenza di materiale: su due prodotti con diversi materiali non si potrà mai ottenere il medesimo colore. Il verde utilizzato nel progetto di restauro conservativo della cattedrale ortodossa di Nizza, inoltre, non era pigmento verde bensì un mix di due diversi gialli e di un verde: un’ulteriore difficoltà riscontrata è stata proprio quella di cogliere le proporzioni corrette.

Il badigeon è stato il materiale scelto, innanzitutto, per rispecchiare quella che era la tradizione all’epoca della costruzione della Cattedrale (inizio del XX secolo): gli interventi effettuati negli anni, anche se blandi, non erano stati rispettosi di quella che era la volontà iniziale di chi l’aveva costruita, ovvero utilizzare materiali sani e naturali e, relativamente, locali. La Russia non conosceva la calce, ma aveva commissionato la costruzione a un’azienda locale che non aveva fatto altro che utilizzare ciò che era noto: la calce, che rimane però tutt’ora una prima scelta.

Per il badigeon è stato utilizzato un grassello di 12 mesi filtrato a 200 µm, per la necessità di avere un prodotto da stendere facilmente e che scorra velocemente. Non aveva senso utilizzare un grassello con stagionatura 24 mesi: andare ad aggiungere molta acqua su un prodotto molto invecchiato equivale a rovinarlo.

Il badigeon ha permesso, allo stesso tempo, una facile stesura e anche una relativamente semplice asciugatura (sempre tenendo conto dell’altissimo livello di umidità presente all’interno dell’edificio). Un altro fattore che ha portato alla scelta di questa pittura è stata la traspirabilità: sempre a causa dell’umidità, era necessario un materiale traspirabile, anche per evitare la formazione di muffe e distacchi.

L’azienda Morandi Bortot, oltre a fornire il materiale, si è anche impegnata a fornire assistenza telefonica durante tutta la durata degli interventi di restauro, effettuando anche delle consulenze passo a passo e dando la disponibilità ad essere presente, quando necessario.

È stato un onore, per Morandi Bortot, partecipare a un progetto di restauro conservativo seguito dall’architetto Lino Barone, professionista di prestigio internazionale.

Morandi Bortot, oltre al badigeon, si occupa della produzione di calce spenta o grassello con stagionatura 8-10 mesi oppure con un’extra stagionatura tra i 24 e i 36 mesi, di intonaco naturale a base di grassello di calce, di intonaco cocciopesto, di intonaco “sabbia del Muson”, di lisciatura sabbie calcaree (anche extra bianca) e di diverse tipologie di intonachino.

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